Cambieresti il tuo Corpo per colpa di un Vestito?

By | 24 Settembre 2018

Abito su Misura Madamina prova Modella

Forse qualche volta ti è capitato di pensare al tuo corpo e trovarci qualcosa che non va.

“ho le spalle grosse”
“non ho un punto vita”
“ho delle brutte ginocchia, delle brutte gambe”.

Sono ben poche le donne che alla domanda “cosa cambieresti del tuo corpo?”, riuscirebbero a rispondere con un sereno, sincero e appagato

“nulla”.

La maggior parte di noi si rapporta al suo corpo in maniera conflittuale.

Certe volte anche un piccolo dettaglio può arrivare a diventare un problema enorme, insormontabile. Un enorme motivo di vergogna, di disagio. Di disprezzo del nostro corpo e quindi di noi stesse.

Le spiegazioni per questo fenomeno ovviamente sono molteplici.
Intervengono diversi fattori. Alcuni socio-culturali, altri legati al funzionamento della nostra mente e al modo in cui nella cultura di riferimento si crea il concetto di “bello, gradevole, desiderabile”.

In qualche modo siamo tutte consapevoli che il corpo di una donna viene purtroppo ancora sottoposto al giudizio della società.

Non serve arrivare alla critica diretta a noi nello specifico. Basta leggere un articolo di giornale per scoprire quali sono i canoni accettati, quali invece i “difetti” da cancellare, quei “difetti” che rendono una donna meno bella, meno desiderabile, meno completa, ecc.

Possiamo raccontarci quanto vogliamo che tutto questo non abbia effetto sulla nostra “percezione di imperfezione”.

Eppure questa continua “critica della bellezza”, sulla nostra mente ha lo stesso effetto della famosa goccia d’acqua che pian piano scava le montagne.

Parallelamente alla motivazione socio-culturale, legata alle questioni di genere, abbiamo però un altro fattore, più spicciolo.
Ovvero il fatto che gli abiti debbano essere prodotti, pubblicizzati e venduti.

E nel modo più efficiente possibile.

Peccato che il concetto di efficienza di un’azienda che si occupa di abbigliamento industrialmente, non abbia assolutamente niente a che fare con il rendere Te soddisfatta del tuo corpo.

Anzi.

Per un’azienda a produzione industriale, efficienza significa produrre al minor costo possibile, e, nello stesso tempo, vendere a più persone possibile.

Per molti altri prodotti, questo approccio si può applicare senza far danni.

Vendere milioni di bicchieri tutti della stessa misura o capienza, non rappresenta un problema per nessuno.

Ma nel settore dell’abbigliamento, quando c’è in gioco la percezione che le persone hanno del loro corpo, questa semplificazione produttiva in realtà ha l’effetto di rendere quelle persone eternamente insoddisfatte della loro immagine.

Ci sono due fondamentali ragioni per cui la produzione industriale di abiti è stata in grado di generare questo conflitto con i nostri corpi:

  • Una riguarda il sistema con cui gli abiti vengono progettati e prodotti.
  • L’altra riguarda il sistema estremamente scorretto con cui questi prodotti vengono pubblicizzati.

Senza l’uso di un sistema a taglie, la produzione industriale di massa non sarebbe possibile.
Le taglie sono un’invenzione relativamente recente.
Con l’uso delle taglie, si è cercato di creare uno standard su cui costruire degli abiti che potessero essere indossati da varie tipologie di corpo.
In sostanza si è creato, usando una media delle misure rilevate, un immaginario corpo, su cui progettare i vestiti.

La prima cosa da sapere è che questo corpo immaginario ha inesorabilmente una forma a clessidra.
Ovvero molto seno, stretta vita, larghi (ma non troppo!) fianchi.

È su questa forma immaginaria che i vestiti vengono progettati, a prescindere dalla grandezza della taglia.
Il problema però è che non tutti i corpi sono uguali. Al contrario, possiamo dire con ragionevole sicurezza che

non esistono due corpi uguali.

Di conseguenza, un abito progettato per un corpo inesistente, probabilmente non starà così bene su tutti i corpi.

Ed è qui che subentra il fattore pubblicità.
È noto che gli esseri umani usino l’emulazione come meccanismo di approvazione e accettazione sociale.
In parole povere, gli esseri umani tendono ad imitare i comportamenti delle persone che percepiscono come “di successo”.
Il successo non inteso solo come successo economico, ma anche come successo relazionale.

Queste forme di imitazione sono una delle basi della socialità umana, sono il motivo per cui si forma una cultura di riferimento diversa per ogni diverso gruppo di persone che vivono a stretto contatto.

Ma l’imitazione è anche alla base del meccanismo attraverso cui si generano le mode.

Ed è esattamente questo il motivo per cui si scelgono donne bellissime ed ammirate per pubblicizzare i capi di abbigliamento da vendere.

Tu vedrai questa donna meravigliosa e di successo indossare un abito che le sta divinamente.

Il naturale funzionamento del tuo cervello ti porterà a pensare che se sarai come lei, se indosserai quello stesso vestito, sarai bellissima anche tu.

E attenta! Questo non significa che tu sia stupida o superficiale o frivola: è un naturale meccanismo della tua mente.

“bello, di successo, quindi conveniente, perchè averlo mi porterà a migliorare la mia posizione: lo voglio anche io!”.

È perfettamente naturale!

Il problema è che quell’abito che tu vedi così perfetto in foto, probabilmente è stato modificato e adattato appositamente per scattare quella foto.

Ciò significa che quel capo che vedi indossato dalla modella, o dall’attrice, o dalla cantante immortalata in foto, non è affatto uguale a quello che troveresti appeso sulla stampella in un negozio.
È un capo riadattato, certe volte proprio cucendolo e modificandolo su misura, certe volte addirittura solo con delle spille ben nascoste in posti lontani dallo sguardo dell’obiettivo fotografico.

Per non parlare dello spropositato utilizzo di programmi come Photoshop, che fanno sparire pance, cosce, che scolpiscono fondoschiena perfetti, ma, appunto, immaginari.

Anche se sei a conoscenza di questi trucchetti, purtroppo, per la tua mente lo stimolo visivo sarà più forte.
Inoltre quasi nessuno, (né le modelle, né le riviste, né le aziende), ammette esplicitamente di utilizzare foto ritoccate.
Dunque, pur sapendo che probabilmente ti trovi di fronte ad una foto completamente rimaneggiata dal fotografo che l’ha scattata, non riuscirai a dare a questa informazione il giusto peso. Prevarrà infatti lo stimolo visivo.

L’apparente perfezione!

Quindi magari comprerai il vestito della foto.
Ma tu dovrai acquistare quello sulle stampelle, non la versione adattata su misura sul corpo della modella.

Quindi con buona probabilità, sul tuo corpo non farà l’effetto che ti aspettavi.
Ed è qui il cortocircuito. Perchè sarai portata a pensare che sia il tuo corpo a “non essere adatto”.

“non sono abbastanza magra”
“non ho abbastanza seno”
“ho il collo troppo corto”

Ne abbiamo sentite di tutti i colori.
Ma queste conclusioni si basano su un ragionamento completamente viziato.
Infatti parti da informazioni falsate.
Il tuo giudizio sull’adeguatezza del tuo fisico, si basa sul confronto con immagini perfette, è vero.
Ma quelle immagini sono false.

Quei corpi perfetti non esistono.

Pensa che assurdità: la donna a cui appartiene il corpo che tanto ammiri, probabilmente come te odia la sua pancia, o le sue coscie, o la sua cellulite, e la fa ritoccare con Photoshop.
E quel ritocco porta anche te ad odiare il tuo corpo “imperfetto”. In un circolo vizioso nato col solo scopo di venderti un imperfetto capo su taglia.

Prima di iniziare a lavorare sul Su misura, noi Madaminas abbiamo tutte avuto una formazione da Modelliste. Ciò significa che buona parte della nostra formazione è stata dedicata alla creazione di cartamodelli su taglia.
Proprio studiando le taglie, ne abbiamo scoperto le potenzialità, ma anche i limiti, le eccessive approssimazioni.

Con i difetti delle taglie abbiamo imparato quanto un taglio nel punto sbagliato possa appesantire o snellire la figura, quanto sia importante qualche cruciale millimetro nella correzione.
Vedevamo con chiarezza l’imperfezione dei capi progettati su taglia, e con altrettanta chiarezza capivamo che però la discrepanza tra la taglia e il corpo che la indossava, fosse sempre attribuita a un qualche fantasioso difetto del corpo, e non a un difetto del nostro lavoro.

Ma per noi era chiaro come il sole che quel difetto derivava dall’uso di una taglia!

Per questo quando abbiamo deciso di creare Madamina, abbiamo scelto di dedicarci solo ed esclusivamente al Su Misura.
Perchè non esistono due corpi uguali.
Perchè non ci sembrava giusto che una donna dovesse desiderare ardentemente di cambiare il suo corpo solo per calzare un capo progettato su un manichino.

Perchè creare un vestito su Misura è l’unico modo per creare un abito che raggiunga il suo scopo, cioè valorizzare il corpo, unico, della donna che lo indossa!

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