Spendere molti soldi per un Vestito. Il Senso di Colpa

By | 16 Luglio 2018

Una delle cose che purtroppo alle donne succede spesso quando scelgono di fare qualcosa per se stesse, è quella di affrontare il senso di colpa.
Capita ovviamente in vari ambiti della vita, ma ancora di più quando ci troviamo a decidere di acquistare qualcosa di costoso.
Se poi parliamo di qualcosa di costoso e che serve solo ed esclusivamente a noi, i problemi si moltiplicano.
C’è sempre qualcosa di più importante, ci sono altre priorità.

“Non posso spendere tutti questi soldi per me!”

Come è facile intuire, nel caso degli abiti questo sentimento di colpa emerge forte e chiaro.

Un abito spesso viene visto come qualcosa di superfluo.
O meglio, un abito costoso viene visto come un bene a cui è possibile, anzi, auspicabile, rinunciare.
Dietro a questa idea, ci sono alcuni fatti e molti pregiudizi.

Partiamo dall’analizzare i fatti:

Con i miglioramenti tecnologici, il costo di produzione degli abiti si è notevolmente abbassato.
L’invenzione delle fibre sintetiche, dei nuovi macchinari, la manodopera a bassissimo costo, la digitalizzazione delle fasi progettuali hanno, nel corso del tempo, abbassato di molto i costi di produzione degli abiti.

Per un certo periodo di tempo tra i marchi costosi e i marchi economici, c’era un’evidente differenza qualitativa.

Spendere qualche soldo in più significava ottenere qualcosa di qualità molto maggiore.
Anche un profano poteva capire chiaramente a cosa era dovuta quella differenza di prezzo.

Con il passare del tempo, però, questa distinzione qualitativa è diminuita.
E non sempre i materiali e la fattura di un abito sono adeguati al suo prezzo.

Infatti molto spesso ci si trova a pagare molto, non per l’effettiva qualità dell’abito o dell’accessorio, ma per il nome stampato sull’etichetta.
 

È normale che a fronte di questi fatti, emerga una certa diffidenza.
Nessuno vorrebbe pagare diverse centinaia di euro per un capo che a malapena ne vale cinquanta.

Inoltre i prezzi stracciati degli abiti prodotti dalla cosiddetta fast fashion, hanno completamente cambiato l’approccio che abbiamo nell’acquistarli.
Abiti di qualità infima, che si deteriorano dopo un paio di lavaggi, che paghiamo due lire e che riusciamo a indossare un paio di volte, per poi buttarli e sostituirli.

Tuttavia l’enorme quantità di offerta ci fa pensare che sia quasi un vantaggio quello di poter sostituire con estrema semplicità e minima spesa il nostro guardaroba.
Ed è qui che emergono i pregiudizi.

Pregiudizi generati proprio dal nostro modo di scegliere gli abiti.

Se un capo costa pochi euro, la maggior parte di noi sarà naturalmente portata a farsi meno domande nel momento di scegliere se acquistare o no.

Pensiamo:

“In fondo si tratta di pochi soldi, se poi non sarò così convinta della scelta, non sarà un gran danno!”

Questa minore riflessione, ci porta ad acquistare sempre più spesso dei capi che poi in alcuni casi addirittura non indossiamo mai!
Per non parlare del fatto che le grandi catene, o più in generale i negozi di abbigliamento, hanno elaborato tutta una serie di strategie per “ingannarti”.

Le luci strategicamente basse o gli specchi impercettibilmente inclinati, sono metodi studiati per migliorare la tua percezione del vestito all’interno del camerino.

Percezione che si annulla una volta arrivate a casa e constatato che quella maglia non ci sta poi così bene come sembrava.

Puoi facilmente vedere l’entità del problema, dall’enorme quantità di gruppi Facebook dedicati allo scambio o alla vendita di vestiti usati. Vestiti che spessissimo hanno ancora l’etichetta attaccata, a riprova del fatto che non sono mai stati indossati.

Se acquisti spesso abiti che poi finisci col non mettere, potresti essere portata a pensare che i tuoi gusti siano particolarmente mutevoli.

E se i tuoi gusti sono mutevoli, ha senso spendere un mucchio di soldi per un abito che tra un po’ di tempo vorrai sostituire?

È assolutamente normale, ragionando partendo da queste basi, venire assaliti dai sensi di colpa!

Ma hai mai provato a pensare che questo potrebbe non essere il modo migliore di guardare alla questione?

Il punto è che quando acquisti nei negozi, devi necessariamente mediare tra il tuo gusto e quello di chi ti propone il prodotto. I vestiti a tua disposizione sono quelli. Magari ce ne sono alcuni che ti piacciono più di altri, ma

non troverai mai in un negozio un abito che sia stato progettato pensando a te.

Credi davvero di poter ridurre te stessa e la tua unicità così tanto da diventare un manichino indistinguibile da mille altri?

Eppure gli abiti nei negozi fanno esattamente questo:
prendono donne uniche e straordinarie e le trasformano in qualcosa che non sono. Per costringerle a forza in un vestito che è stato progettato pensando al corpo di un manichino.
Ed a una personalità che esiste solo nella mente degli stilisti.

Noi di Madamina, ti proponiamo un approccio totalmente inverso:

durante il Viaggio Madamina, tu sarai la Musa che ispirerà il tuo abito.

I tuoi gusti, le tue esigenze, le forme del tuo corpo, saranno la base di partenza da cui iniziare a progettare prima i tuoi figurini e poi il tuo abito.

L’abito che riceverai al termine del Viaggio, sarà progettato e realizzato con alti standard qualitativi. L’intera realizzazione dell’abito seguirà le regole dell’Haute Couture. Rifiniture, ricami, dettagli, saranno scelti seguendo le tue indicazioni.

Un abito ideato e realizzato esclusivamente per te. Studiato e progettato per valorizzare il tuo corpo e la tua personalità da tre professioniste specializzate sul su Misura da Donna.

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Quanto vale per te tutto questo?

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